LA BEATA ANTONIA
 
Brevi cenni biografici

Antonia Mesina nacque ad Orgosolo il 21 giugno 1919, da Agostino, guardia campestre, e Grazia Rubanu, casalinga.
Era la secondogenita di nove fratelli e sorelle, sei dei quali morirono in tenerissima età. Ben presto dovette aiutare la mamma nel disbrigo dei lavori domestici e nella cura dei fratelli più piccoli.
Si iscrisse all'Azione Cattolica nel 1929 come Beniamina e nel 1934 come Effettiva. Dall'Eucaristia e dalla devozione al Sacro Cuore di Gesù e alla Madonna attinse forza per una spiritualità vissuta nel quotidiano e maturò un'intensa vita di pietà e un particolare amore alla virtù della purezza. Partecipò con entusiasmo alla famosa crociata per la purezza indetta dalla Gioventù Femminile di A.C., rimanendo colpita dall'eroicità del martirio di Maria Goretti. Più volte disse alle amiche che anche lei avrebbe fatto la stessa cosa.
Il 17 maggio 1935, recatasi con Anna Castangia nella vicina campagna di Ovadduthài per raccogliere legna, venne aggredita da un giovane, ma si oppose con tutte le sue forze. Morì sotto 74 colpi di pietra, integra nella sua virtù.
Il 4 ottobre 1987 venne proclamata Beata da Giovanni Paolo II. La festa liturgica si celebra il 17 maggio. Dall'8 al 16 maggio ogni anno si celebra una solenne novena. Le reliquie sono custodite nella cripta della Chiesa parrocchiale del SS. Salvatore a Orgosolo.





14 maggio 2006. Pellegrinaggio a Ovadduthai.
La novena della beata Antonia quest'anno è stata guidata da don Antonio Falconi, proponendo la riflessione sulla comunità cristiana «testimone di Cristo risorto»









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